L’Italia che lavora

Sai Beppe, leggo con amarezza quello che tu hai scritto nel tuo post. Io sono un quarantunenne, professonista rispettato sul lavoro, ma che ogni giorno si rende conto che i più giovani presto lo prenderanno e lo supereranno. Sai, dopo vent’anni sul PC i neuroni non sono più quelli di una volta… e gli occhi neanche.

Come dici tu, in Italia non esistono le protezioni sociali. Ma io dico, io non le voglio le protezioni sociali! Io voglio solamente poter continuare a fare quello che so fare. E guadagnare quanto mi merito! Ed invece, come al solito, c’è chi paga e chi fa il furbetto… Scusa, non mi hanno pagato le RIBA, ti va bene se ti pago la metà il mese prossimo. E lo fanno col sorriso sulle labbra, con le pacche sulle spalle.

E’ di questa gente, come dei politici, che dobbiamo avere paura. Ormai il sistema è questo: tu lavora, poi se io posso, quando posso ti pago! Questa è l’eredità che io lascerò ai miei figli. NO! NON VOGLIO FINISCA COSI’!!!

Voglio cambiare e sono convinto che possiamo farcela!

VAI BEPPEEEEEE!!!!! SIAMO IN TANTISSIMI ANTI-POLITICI!!! E CREDICI, NOI LA PISTOLA NON SAPPIAMO NEANCHE DOVE SI COMPRA!!!

2 Responses to “L’Italia che lavora”

  1. ciao,mi suona difficile iniziare a scrivere senza mettere il nome della persona a cui rispondo,io devo essere sincera è la prima volta che scrivo su un blog,questa volta ho deciso di farlo perchè mi sento tirata in causa.premetto che ho 31 anni,non ho studiato(a parte un biennio di centro di formazine professionale,con il cui attestato di qualifica posso beatamente pulirmi il sedere!) ti dico solo questo:ho iniziato a lavorare(per lavorare non intendo far passare il tempo ma sudare e spaccarsi il didietro) a 7 anni,ebbene sì a 7 anni,non mi vergogno,la mia famiglia da 25 anni ha un ristorante,sono praticamente cresciuta quà dentro,ho imparato molto presto il valore del denaro e la fatica che bisogna fare per guadagnarselo,lavoriamo in 4 (mamma,papà,mio fratello ed io) per 14/16 ore al giorno di media,ci sono periodi in cui arriviamo a fare 18 ore di lavoro con solo 1 ora di pausa per pranzare o cenare.tutto questo per avere un minimo di sicurezza per il futuro,in questi 25 anni non abbiamo fatto i miliardi,abbiamo acquistato l’immobile,e lo scorso anno abbiamo deciso di concederci il lusso di un appartamento(ebbene sì abbiamo vissuto e tuttora viviamo in una stanza di 16 mq in 4 persone),ed ancora una volta i miei genitori non pensano solo a loro,decidono di darci anche una casa per il nostro futuro,l’impresa non ci pare molto ardua,abbiamo già l’immobile,il lavoro va bene,si deve rifare il tetto del ristorante e noi cogliamo la palla al balzo,ce ne usciamo con quella che ci sembra la trovata del secolo,sfruttiamo la legge per il recupero abitativo del sottotetto e così iniziano i lavori.da allora tante cose sono cambiate……..il lavoro è drasticamente calato,le rate del mutuo sono salite,i lavori si sono bloccati,risulatato:noi ancora viviamo in 16 mq,ora siamo costretti a pagare le forniture quando possiamo(grazie a Dio abbiamo sempre goduto di un ottima reputazione e questo ci ha indubbiamente aiutato coi fornitori) e rimandiamo le riba se non ce la facciamo!quindi caro amico io capisco il tuo malcontento per il ritardo del pagamento dello stipendio,ma cerca anche tu di capire chi sta dall’altra parte della barricata.per noi impreditori onesti la situazione non sempre è facile come si potrebbe credere,si fa presto a pensare che tutti quelli che lavorano in proprio sono dei ladri e fanno i miliardi evadendo le tasse………ricordati sempre che non è tutto oro quello che luccica
    alessandra (varese)

  2. Ciao Alessandra,
    vogliorisponderti perchè pochi possono capire la tua situazione ed io penso di essere uno di quelli. Io non ce l’ho con le imprese artigiane o di famiglia, so benissimo che senza quelle probabilmente l’Italia non andrebbe avanti. Quando scrivevo il mio post pensavo alle grandi aziende, o meglio, quelle che fanno finta di essere grandi, quelle col padrone in Mercedes o in Porche, quelle che ti dicono “non preoccuparti!”, insomma quelle che i soldi li hanno ma fanno così per metodo.
    Ma come non preoccuparti, ho due figli, una moglie, un mutuo e non ce la faccio senza incassare quanto prevedevo.
    Spero di aber chiarito la mia opinione. Vada a te ed ai tuoi cari un augurio di ogni bene e tanta fortuna.
    Ciao e mi dispiace di averti fatto incazzare…

Leave a Reply


Fatal error: Call to undefined function: display_cryptographp() in /home/content/c/h/e/chermaz/html/socialnetwork20/wp-content/themes/ProSense-Blue/ProSense-Blue/comments.php on line 91